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Una visita guidata e immersiva alla scoperta del circo contemporaneo senza animali, pensata per avvicinare bambine e bambini ai mestieri del circo, al linguaggio del clown e alle arti performative. Attraversando gli spazi e conoscendo gli strumenti di lavoro, le figure artistiche e le professionalità tecniche che rendono possibile uno spettacolo, le classi potranno entrare nel vivo del mondo circense contemporaneo. Un’esperienza dedicata alla collaborazione, all’inclusione e al superamento degli stereotipi di genere nei ruoli artistici e professionali.
Cadere e rialzarsi.
Cadere e rialzarsi.
Cadere e rialzarsi.
E, in mezzo a tutto questo, continuare a sognare, continuare a giocare e, soprattutto, continuare a ridere di noi stessi.
Perché, tra una caduta e l'altra, chi non si innamora?
Un momento di incontro, confronto e condivisione riservato alle artiste del Pagliacce Network. L’appuntamento sarà dedicato allo scambio di esperienze, alla conoscenza reciproca e alla costruzione di nuove connessioni tra le partecipanti, con uno spazio aperto al dialogo sui percorsi artistici, sulle pratiche professionali e sulle future attività della rete.
Una performance senza parole in cui, attraverso l'umorismo, due interpreti accompagnano il pubblico in un viaggio delicato e inaspettato tra le narrazioni che hanno plasmato la fede e le credenze nella storia dell'umanità. Un'opera in chiave clownesca, caratterizzata da un sorprendente umorismo assurdo e da un rapporto di grande complicità con il pubblico.
Sono i testimoni di una nuova Era, divertente e assurda: sono il duo The Witnesses.
Uno spettacolo adatto a tutti i tipi di pubblico.
Dopo nove produzioni con scenografie sorprendenti, Gardi Hutter si mette in gioco totalmente - quasi a nudo - e sfida il palco vuoto. Affronta in modo comico-filosofico il nulla - che non è mai nulla, ma annida un potenziale infinito. L’evoluzione inventa. La natura gioca. La creazione continua degli ultimi miliardi di anni si è concretizzata in noi esseri sapienti, ma fragili – con agende e parcheggi strapieni. Evolveremo…
Con la sua comicità ostinata e la sua straordinaria fisicità, la clownessa intraprende un viaggio, dal primo spasmo alla completa trasformazione. Dopo nove spettacoli sulla morte (tema di origine delle maschere comiche) si concentra ora sulla nascita, esplorando il momento in cui il niente diventa… qualcosa. Lo zero diventa… uno.
In questo spettacolo senza parole vivono gli opposti e i paradossi, che fioriscono e svaniscono tra buffonata e spessore. In un mondo caratterizzato da frastuono e sconcerto, Gardi Hutter invita il suo pubblico a godere della bellezza dell'origine, della nascita e del movimento continuo... Una festa alla fantasia: clownesca, grottesca, poetica.
Laboratorio con Alessia Sciarrino
Nel circo senza animali gli esseri viventi che popolano lo spettacolo non sono reali, ma frutto
della fantasia. Con scarti e materiali di recupero, i partecipanti sono invitati a immaginare un bestiario fantastico dove ogni creatura è unica: un animale reinventato, ibrido, con forme sorprendenti e inaspettate.
Insieme scopriremo come un oggetto semplice possa trasformarsi in un
animale nuovo, ironico e poetico lontano da stereotipi e preconcetti.
Materiali di scarto: ai partecipanti è chiesto di portare piccoli oggetti di scarto con cui lavorare e da mettere a disposizione del gruppo (tappi, lana, vecchie cerniere, bottoni etc..)
Puntata Zero è l’esito della residenza condivisa di ricerca artistica dedicata ad artiste e artisti di circo e clown contemporaneo attivi in Italia. Dopo una settimana di sperimentazione, ascolto e confronto, il gruppo restituisce al pubblico tracce, materiali, domande, errori, scarti e tentativi emersi durante il processo. Non uno spettacolo compiuto, ma un’apertura sul lavoro artistico e sui suoi margini più fragili, imprevisti e generativi. L’incontro contribuisce alla costruzione del Patrimonio Comune degli Errori, un anarchivio dinamico che accoglie il fallimento come risorsa collettiva e lo trasforma in materia viva di relazione, riflessione e possibilità.
BIBLIOCLOWN è un laboratorio dedicato al gioco, all’immaginazione e alla scoperta del linguaggio clownesco. Attraverso il corpo, il movimento, il ridicolo e la libertà di sbagliare, bambine e bambini potranno sperimentare modi diversi di stare in scena, esprimersi e trasformarsi. Il percorso invita inoltre a riconoscere e mettere in discussione, fin da piccolə, gli stereotipi di genere, aprendo uno spazio in cui ciascunə possa scegliere liberamente come giocare, agire e raccontarsi. Perché il clown non teme di essere fuori posto: è proprio da quella posizione inattesa che può nascere uno spazio più libero, aperto e accogliente.
Con Veronica Del Vecchio, autrice del volume edito da Odoya.
Un viaggio nella storia delle donne clown, a lungo dimenticate dalle narrazioni ufficiali.
Artiste coraggiose che hanno calcato piste circensi e palcoscenici,
sfidando stereotipi, pregiudizi e un mestiere considerato esclusivamente maschile.
Da Miss LouLou ad Annie Fratellini, il libro restituisce voce e volto
alle pioniere della comicità femminile e alle protagoniste della scena contemporanea.
Una storia di arte, emancipazione e libertà conquistata a forza di risate.
Un incontro per riscoprire le donne che fecero ridere il mondo.
A cura di Pagliacce Network e EMMA-CAV – Centro Antiviolenza.
Un laboratorio ludico ed educativo per esplorare emozioni, relazioni, rispetto e parità attraverso il gioco, il corpo e la creatività. Le bambine e i bambini saranno accompagnati in un percorso pensato per riconoscere ciò che provano, ascoltare gli altri, superare gli stereotipi e costruire relazioni più libere e consapevoli.
La Trape e Sssuperfluo
Uno show musicale partecipato che intreccia educazione musicale, arte drag e improvvisazione.
Scene, lipsync, giochi d’ascolto e creazioni sonore collettive trasformano la musica in un terreno di gioco libero, comico e indisciplinato.
Qui l’errore è benvenuto, la bravura non è richiesta e l’ansia da prestazione viene gentilmente buttata giù dal palco.
Una parata festosa che attraversa il quartiere insieme alle artiste del festival, alle bambine, ai bambini e alle loro famiglie. Ispirata al tema del festival, “Creature dell’altrove”, la parata diventa un momento collettivo di incontro, scoperta e partecipazione, fatto di musica, movimento e colori. Un’occasione per abitare gli spazi del quartiere in modo creativo e condiviso, lasciandosi sorprendere da ciò che è nuovo, insolito e diverso da noi.