
Un racconto epistolare emerge da una montagna di cappotti. La creatura mutante si muove lentamente.
Il tempo trascorso nel suo rifugio ha cancellato parte della sua memoria, ma qualcosa ancora ricorda.
Lo spettacolo, fondato sul linguaggio del clown, si addentra nell’universo della grazia, esplorando la contraddizione di appartenere a un gruppo umano e, talvolta, il desiderio di allontanarsene.
Essere di un’altra specie, trasformarsi in insetto o in pianta.
Uscire dalla mappa.
La maschera clownesca si immerge in mondi poetici, tinti della vita nella natura durante lunghi inverni.
Si dice che nel villaggio più vicino ci siano dei festeggiamenti…
Andremo a scoprire di cosa si tratta.




