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Una performance senza parole in cui, attraverso l'umorismo, due interpreti accompagnano il pubblico in un viaggio delicato e inaspettato tra le narrazioni che hanno plasmato la fede e le credenze nella storia dell'umanità. Un'opera in chiave clownesca, caratterizzata da un sorprendente umorismo assurdo e da un rapporto di grande complicità con il pubblico.
Sono i testimoni di una nuova Era, divertente e assurda: sono il duo The Witnesses.
Uno spettacolo adatto a tutti i tipi di pubblico.
Dopo nove produzioni con scenografie sorprendenti, Gardi Hutter si mette in gioco totalmente - quasi a nudo - e sfida il palco vuoto. Affronta in modo comico-filosofico il nulla - che non è mai nulla, ma annida un potenziale infinito. L’evoluzione inventa. La natura gioca. La creazione continua degli ultimi miliardi di anni si è concretizzata in noi esseri sapienti, ma fragili – con agende e parcheggi strapieni. Evolveremo…
Con la sua comicità ostinata e la sua straordinaria fisicità, la clownessa intraprende un viaggio, dal primo spasmo alla completa trasformazione. Dopo nove spettacoli sulla morte (tema di origine delle maschere comiche) si concentra ora sulla nascita, esplorando il momento in cui il niente diventa… qualcosa. Lo zero diventa… uno.
In questo spettacolo senza parole vivono gli opposti e i paradossi, che fioriscono e svaniscono tra buffonata e spessore. In un mondo caratterizzato da frastuono e sconcerto, Gardi Hutter invita il suo pubblico a godere della bellezza dell'origine, della nascita e del movimento continuo... Una festa alla fantasia: clownesca, grottesca, poetica.
Atto Precario è la newsletter di Collettivo EFFE, un progetto editoriale fluido, ibrido e multimediale che dal 2023 arriva sulla posta elettronica il 21 di ogni mese.
Atto Precario Vivo è la sua versione performativa: un formato che prende corpo periodicamente dal vivo e che arriva sotto la tenda di Pagliacce, mantenendo lo spirito eclettico e sperimentale della pubblicazione online.
Ogni appuntamento coinvolgerà le artiste ospiti del Festival e il pubblico mettendo in discussione la tradizionale separazione tra chi crea e chi assiste, favorendo la costruzione di una comunità viva, aperta e partecipata.
Puntata Zero è l’esito della residenza condivisa di ricerca artistica dedicata ad artiste e artisti di circo e clown contemporaneo attivi in Italia. Dopo una settimana di sperimentazione, ascolto e confronto, il gruppo restituisce al pubblico tracce, materiali, domande, errori, scarti e tentativi emersi durante il processo. Non uno spettacolo compiuto, ma un’apertura sul lavoro artistico e sui suoi margini più fragili, imprevisti e generativi. L’incontro contribuisce alla costruzione del Patrimonio Comune degli Errori, un anarchivio dinamico che accoglie il fallimento come risorsa collettiva e lo trasforma in materia viva di relazione, riflessione e possibilità.
BIBLIOCLOWN è un laboratorio dedicato al gioco, all’immaginazione e alla scoperta del linguaggio clownesco. Attraverso il corpo, il movimento, il ridicolo e la libertà di sbagliare, bambine e bambini potranno sperimentare modi diversi di stare in scena, esprimersi e trasformarsi. Il percorso invita inoltre a riconoscere e mettere in discussione, fin da piccolə, gli stereotipi di genere, aprendo uno spazio in cui ciascunə possa scegliere liberamente come giocare, agire e raccontarsi. Perché il clown non teme di essere fuori posto: è proprio da quella posizione inattesa che può nascere uno spazio più libero, aperto e accogliente.
Con Veronica Del Vecchio, autrice del volume edito da Odoya.
Un viaggio nella storia delle donne clown, a lungo dimenticate dalle narrazioni ufficiali.
Artiste coraggiose che hanno calcato piste circensi e palcoscenici,
sfidando stereotipi, pregiudizi e un mestiere considerato esclusivamente maschile.
Da Miss LouLou ad Annie Fratellini, il libro restituisce voce e volto
alle pioniere della comicità femminile e alle protagoniste della scena contemporanea.
Una storia di arte, emancipazione e libertà conquistata a forza di risate.
Un incontro per riscoprire le donne che fecero ridere il mondo.
A cura di Pagliacce Network e EMMA-CAV – Centro Antiviolenza.
Un laboratorio ludico ed educativo per esplorare emozioni, relazioni, rispetto e parità attraverso il gioco, il corpo e la creatività. Le bambine e i bambini saranno accompagnati in un percorso pensato per riconoscere ciò che provano, ascoltare gli altri, superare gli stereotipi e costruire relazioni più libere e consapevoli.
La Trape e Sssuperfluo
Uno show musicale partecipato che intreccia educazione musicale, arte drag e improvvisazione.
Scene, lipsync, giochi d’ascolto e creazioni sonore collettive trasformano la musica in un terreno di gioco libero, comico e indisciplinato.
Qui l’errore è benvenuto, la bravura non è richiesta e l’ansia da prestazione viene gentilmente buttata giù dal palco.
Una parata festosa che attraversa il quartiere insieme alle artiste del festival, alle bambine, ai bambini e alle loro famiglie. Ispirata al tema del festival, “Creature dell’altrove”, la parata diventa un momento collettivo di incontro, scoperta e partecipazione, fatto di musica, movimento e colori. Un’occasione per abitare gli spazi del quartiere in modo creativo e condiviso, lasciandosi sorprendere da ciò che è nuovo, insolito e diverso da noi.
Scritto, diretto e interpretato da Giulia Donini ed Eleonora Setaro
Gigí e Lulú sono due frizzanti cabarettiste di successo della Parigi anni ‘20 che in una notte brava esagerano con la baldoria e si ritrovano per strane ragioni catapultate di cento anni in avanti, nel 2026. Questo viaggio nel tempo (apparentemente) irreversibile le costringe a cercare di integrarsi con la società di oggi, confrontandosi con temi attuali e facendo scelte relazionali importanti - il tutto in un ritmo incalzante di clownerie, physical comedy, canto, satira, sitcom e cabaret.
Crediti: con Rita Pelusio e Rossana Mola
regia Enrico Messina
produzione PEM Habitat Teatrali e Anna Marcato
con il sostegno di Fondazione Trivulzio di Melzo
in collaborazione con Unione femminile nazionale e Archivio del Lavoro
Giugno 1902. Il centro di Milano è attraversato da un corteo di giovanissime apprendiste sarte. Marcia verso la Camera del Lavoro cantando l’inno dei lavoratori.
Sono le cosiddette “piscinine”, che in dialetto significa appunto “piccoline”. Hanno tra i sei e i quattordici anni, lavorano in ambienti insalubri e senza diritti, eppure trovano la forza di scioperare e per cinque giorni fermano l’industria della moda della città.
Un momento di pratica e confronto riservato alle Pagliacce del Network. In costume, le partecipanti attraversano insieme esercizi, improvvisazioni e dinamiche di ascolto, mettendo in relazione corpo, presenza scenica e identità clownesca. Uno spazio informale di ricerca condivisa, scambio di strumenti e incontro tra linguaggi, esperienze e sensibilità differenti.